SAW V
Quinta puntata del seriefilm che vede al centro della trama l'albino piá¹ sanguinario del grande schermo (Tobin Bell) fratello, cugino e amico dei vari Jason Vorhees, Freddy Kruger e Michael Myers. Dopo la morte di Jigsaw e la truculenta autopsia del quarto episodio, il filo della trama scorre su rivoli secondari e nei meandri delle trappole disseminate prima della dipartita. Avevamo lasciato il detective segugio vivo per miracolo mentre l'uccisore ingegnoso, era alle prese col suo passato, la ex moglie e il suo testamento concreto e ideale. L'ordito ruota attorno alla figura dell'agente sopravvissuto al massacro finale ma sorpresa, qualcun altro l'ha fatta franca: un agente che comincia a sospettare liason omicida tra il collega e il Killer Moralizzatore. Dirige David Hackl aiuto in seconda per gli episodi III e IV, promosso a regista e come giá rilevato precedentemente, alcuni sbocchi di racconto, triangolazioni e e llissi narrative si perdono nell'effetto a tutti i costi. La giusta quadratura degli eventi, ᨠimmolata all'altare dell'ennesimo e sensazionale dispositivo di tortura o del mortale trappolone di ferro con annessa scelta di vita o di morte. Nella fatica di ricordarsi la costellazione di morti e agganci ai film precedenti si aggiunge ulteriore dispersione delle tessere del mosaico all'atto di notare la ragguardevole somiglianza fisica tra i due attori che interpretano i poliziotti antagonisti Costas Mandylor, l'agente Hoffman e Scott Patterson, l'agente Strahm che paiono separati alla nascita. Molto probabilmente parleremo ancora di Saw tra qualche anno, giunti alla puntata numero dieci (almeno) considerate le possibili sottotrame e i numerosi personaggi secondari ancora inesplorati. Si rassegnino i detrattori. Gioiscano gli accaniti e fedeli fan. Che il gioco, continui.
Quinta puntata del seriefilm che vede al centro della trama l'albino piá¹ sanguinario del grande schermo (Tobin Bell) fratello, cugino e amico dei vari Jason Vorhees, Freddy Kruger e Michael Myers. Dopo la morte di Jigsaw e la truculenta autopsia del quarto episodio, il filo della trama scorre su rivoli secondari e nei meandri delle trappole disseminate prima della dipartita. Avevamo lasciato il detective segugio vivo per miracolo mentre l'uccisore ingegnoso, era alle prese col suo passato, la ex moglie e il suo testamento concreto e ideale. L'ordito ruota attorno alla figura dell'agente sopravvissuto al massacro finale ma sorpresa, qualcun altro l'ha fatta franca: un agente che comincia a sospettare liason omicida tra il collega e il Killer Moralizzatore. Dirige David Hackl aiuto in seconda per gli episodi III e IV, promosso a regista e come giá rilevato precedentemente, alcuni sbocchi di racconto, triangolazioni e e llissi narrative si perdono nell'effetto a tutti i costi. La giusta quadratura degli eventi, ᨠimmolata all'altare dell'ennesimo e sensazionale dispositivo di tortura o del mortale trappolone di ferro con annessa scelta di vita o di morte. Nella fatica di ricordarsi la costellazione di morti e agganci ai film precedenti si aggiunge ulteriore dispersione delle tessere del mosaico all'atto di notare la ragguardevole somiglianza fisica tra i due attori che interpretano i poliziotti antagonisti Costas Mandylor, l'agente Hoffman e Scott Patterson, l'agente Strahm che paiono separati alla nascita. Molto probabilmente parleremo ancora di Saw tra qualche anno, giunti alla puntata numero dieci (almeno) considerate le possibili sottotrame e i numerosi personaggi secondari ancora inesplorati. Si rassegnino i detrattori. Gioiscano gli accaniti e fedeli fan. Che il gioco, continui.
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